Opere in restauro


Sono attualmente in restauro le seguenti opere:

Pietro Francesco Sacchi, Deposizione di Cristo – Flagellazione

olio su tavola, cm 122 x 75 x 8

Provenienza: Chiesa di Maria SS. e Santi Nazario e Celso in Multedo imm015

L’opera proviene in deposito dalla Chiesa di Maria SS. e Santi Nazario e Celso in Multedo ed è stata eseguita dal pittore pavese Pietro Francesco Sacchi (Pavia 1485 – Genova 1528) nell’ambito della sua lunga attività presso committenti privati ed ecclesiastici genovesi, ricevette nel 1527 la commissione per realizzare una grande ancona, raffigurante la Deposizione di Cristo, per la nuova chiesa di Monte Oliveto di Multedo, località vicino a Pegli, retta dai frati carmelitani.
Per la stessa Chiesa dipinse questa piccola tavola, di soggetto analogo a quella conservata nella Chiesa, probabilmente destinata ad un ambiente più raccolto, forse la stessa sacrestia.

L’opera raffigura nella tavola centrale la Deposizione di Cristo, tra le pie donne e Nicodemo; la parte superiore, centinata e racchiusa dentro una cornice lignea cinquecentesca – assai danneggiata – presenta gli antefatti, ossia l’Ecce homo, la Salita al Calvario e la Crocifissione di Cristo.
L’opera e’ attualmente in deposito temporaneo presso il Museo Diocesano di Genova.

Argentieri genovesi, Repositorio Doria

metà del XVI secolo; fine XVII- inizi XVIII secolo, argento sbalzato, cesellato e parzialmente dorato

Provenienza: Genova, Chiesa di San Sirorepositorio doria compresso

E’ attualmente in restauro presso il Laboratorio di restauro Artemisia il Repositorio Doria, uno straordinario cofanetto in argento utilizzato come Repositorio per il Venerdì Santo. L’opera, definita nei documenti come “cassetta per il Santissimo” e “ornata di rilievi bellissimi”, è stata donata alla chiesa di San Siro nel 1615 dalla Duchessa Placida Doria, sorella del principe Giovanni Andrea.

Il manufatto é caratterizzato da una decorazione estremamente raffinata che alterna motivi profani – divinità, mostri e figure marine – vicini al repertorio della decorazione manierista introdotta a Genova da Perin del Vaga, a temi cristiani quali le scene e i simboli della Passione di Cristo, contenute nelle placchette poste sui lati.

Da tempo necessitava di un restauro conservativo che permettesse anche di intervenire sui numerosi punti in cui la lamina d’argento presentava ossidazioni, rimediando alle maldestre riparazioni effettuate nel passato. Il restauro è offerto dalla ditta Artemisia srl che si è assunta l’onere dell’intero intervento, con la collaborazione, ugualmente a titolo gratuito, di Gismondi Atelier di Sarah Gismondi per la realizzazione delle parti in argenti mancanti e delle pietre da sostituire. Le indagini scientifiche sono state effettuate grazie alla preziosa collaborazione del Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale del prof. Paolo Piccardo (Università di Genova) e con l’imprescindibile supporto della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio della città metropolitana di Genova e per le province di La Spezia, Imperia e Savona.

Magister coffanarius e miniatore genovesi, Cassetta reliquiario della mano di Santo Stefano

XIII secolo; legno di noce indiana dipinto a tempera; velluto; raso; metallo.

Provenienza: Genova, Abbazia di Santo Stefanocofanettos.stefano leggera

Il cofanetto venne realizzato per racchiudere un antico e prezioso reliquiario argenteo risalente al XII secolo, nel quale era contenuta una mano sinistra, venerata come appartenente al protomartire Stefano.
La superficie è interamente ornata da episodi inerenti la vita del Santo: la Lapidazione, inserita sul fronte, l’Elevatio animae collocata sul coperchio, la scena di Stefano che riceve le offerte per la comunità a cui fa riscontro L’incoronazione del martire da parte di due santi, alla presenza di altri due santi. Sui lati sono collocate figure di arcangeli racchiuse entro clipei e all’interno è inserita la seguente iscrizione: Servo Manu(m)/Stephani:/P'(ro)tho martiris/irradiante(m)/ miris magnificis/ ac multis/auxuliantem ( “del protomartire Stefano custodisco la mano che splende per i suoi miracoli magnifici e a molti dà aiuto “).
Sia la custodia che l’archetta reliquiario, intrinsecamente legate, costituiscono un prezioso e ormai rarissimo esempio dell’arte orafa e suntuaria del XIII secolo in ambito genovese.
L’intervento di restauro è stato sostenuto da Inner Wheel Genova SW, che ringraziamo sentitamente per la loro generosità.

Giovanni da Pisa, Madonna con Bambino

Tempera su tavola, fine primo decennio del XIV secolo.

Provenienza: dalla chiesa di Maria SS. della Misericordia e S. Fede

La piccola tavola è stata assegnata alla produzione di Giovanni da Pisa, la cui presenza a Genova è attestata per i primi venti anni delGiovanni da Pisa picc Quattrocento. La tavola faceva probabilmente parte di un polittico, di cui costituiva la cuspide; raffigura la Madonna con il Bambino, rivestito da una veste chiara con motivi decorativi rossi, mentre rivolge lo sguardo pensoso verso il fedele.
L’opera, di proprietà della parrocchia di Maria SS. della Misericordia e S. Fede, è stata concessa in deposito al Museo Diocesano, non avendo più funzione di culto; concluso l’intervento di restauro, sarà inserita nel percorso museale.
L’intervento di restauro è stato sostenuto da don Giuseppe Perlenghini, che ringraziamo per la sua generosità.