MD si prepara alla PASQUA: I rilevi della Passione

MD si prepara alla PASQUA: I rilevi della Passione

La Settimana Santa, in cui si ricorda la Passione di Cristo, è anche l’occasione per presentare quattro opere donate al Museo realizzate in origine con un intento didattico e catechetico. Si tratta di teche in legno con cornici filettate in essenze pregiate e al cui interno sono inseriti dei rilievi lignei dedicati a raffigurare alcuni momenti specifici della Via Crucis, ossia la Preghiera nell’orto, Cristo alla colonna, l’Ecce homo e la Pietà.

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Provengono da un convento di Genova Quinto che, a sua volta, le ha ricevute in dono da un benefattore con la finalità, probabilmente, di offrire alle religiose nuovi e raffinati strumenti di meditazione sulle sofferenza e sulla morte di Cristo. Non sappiamo se esistevano altre scene del ciclo, non ce ne sono pervenute. Restaurate dal Laboratorio di restauro della Regione Liguria, questi rilievi come potrete vedere dal filmato, pur essendo di dimensioni contenute, sono dei piccoli capolavori di intaglio uniti ad una raffinata capacità pittorica e un’articolata regia scenografica. Nella Preghiera nell’orto le figure si distaccano dal fondo dipinto su cui si riconosce, a sinistra, la città di Gerusalemme illuminata dalla luna, a destra l’orto di Getsemani. I discepoli sono addormentati mentre al centro è collocata l’azione narrativa, con l’Angelo che porge a Gesù un calice in avorio, simbolo del percorso di passione e morte che sta per affrontare. L’artista gioca con grande abilità sulla gradualità del rilievo per costruire una scena illusiva con motivi e modalità simili alla grande scultura processionale.

Con il Cristo alla colonna viene rappresentato il momento successivo alla Flagellazione, ambientato nel palazzo del Litostroto di cui l’artista evidenzia l’architettura, con la fuga in prospettiva del colonnato e del pavimento. All’estrema destra l’indicazione della scalinata del palazzo del Pretorio che Gesù si appresta a salire per affacciarsi e assistere al giudizio della folla. Al centro della scena Gesù ha le mani legate, coperto solo dal perizoma e il corpo segnato dalle piaghe. Da notare, guardandola da lato, la capacità dell’artista di staccare dal fondo dipinto, bidimensionale ma lievemente segnato dal rilievo architettonico, la figura di Cristo per farla emergere a tutto tondo dal fondale.

Al centro della scena, nella terza teca con l’Ecce homo, Gesù è rivestito da un manto di porpora ed ermellino, una corona di spine sul capo, davanti alla scalinata che lo condurrà da Pilato; alle sue spalle, in una nicchia, un busto di una divinità pagana.

Nell’ultimo rilievo, la Deposizione ammiriamo una piccola macchina scenografica di grande efficacia: Maria accoglie in grembo il corpo senza vita di Gesù, alle spalle la tomba scavata nella roccia. Maria Maddalena accosta al viso la mano livida di Cristo, mentre San Giovanni osserva la scena con compunzione. Alle spalle della scena principale, il paesaggio desolato che risuona della drammaticità della scena: in alto le tre croci poste sul Golgota, scendendo con lo sguardo lungo la montagna si arriva al cancello di ingresso al sepolcro, con una palma a lato a suggerire la prossima vittoria sulla morte.

Quanto all’autore dei rilievi, sono state fatte diverse ipotesi ma gli studi più recenti propendono per assegnarle ad un autore di “filiazione maraglianesca” però informato e vicino ad un gusto più dotto e aulico, con un “rigore rappresentativo vicino all’Accademia”. Due nomi sembrano essere tra i più probabili, Pasquale Navone (1746-1791) e Francesco Ravaschio (1743-1820), se non i loro allievi. La questione resta aperta per gli studiosi, in attesa di ulteriori elementi che aiutino a dare un nome all’anonimo artista di queste teche.

Per approfondimenti:Sanguineti, I rilievi della Passione: modelli, percezione e lettura in La Passione in rilievo. Scultura lignea genovese alla fine del Settecento, a cura di P. Martini, M.T. Orengo, G. Zanelli, Genova 2017, pp. 8-39.

Il volume è in vendita presso il bookshop del Museo .