Il chiostro dei canonici di San Lorenzo – Vicende storiche


L’edificio che ospita il Museo presenta una struttura complessa e articolata, risultato dei numerosi interventi che si sono succeduti nel tempo. Fu eretto come residenza dei Canonici della Cattedrale di San Lorenzo nella seconda metà del XII secolo, in un’ area oggetto di insediamenti già in età romana, con una struttura costituita da arcatelle sorrette da colonne binate, alternando marmo e pietra di Promontorio.

Nel XVI secolo, su iniziativa del Canonico Bartolomeo Perino, presero avvio i primi interventi di modifica dell’edificio, e al 1653 risalgono la sopraelevazione di due piani e la conseguente sostituzione degli aerei loggiato romanici degli ambulacri con arcate più ampie e massicce, sorrette da robusti pilastri. Altri interventi di minore entità sono documentati nel corso del Settecento, tra cui la realizzazione degli affreschi del loggiato superiore nei quali sono celebrati i Fasti del Capitolo dei Canonici con la raffigurazione dei loro possedimenti, e i ritratti dei due pontefici – Innocenzo IV e Innocenzo VIII – che del Capitolo avevano fatto parte.

Il lento processo di degrado avviatosi nel XIX secolo culmina nel 1923 con la vendita al Comune di Genova dell’intero immobile. La situazione andò ancora peggiorando: dopo essere stato utilizzato, tra le due guerre, anche per case di civile abitazione, nel 1958-59 furono demoliti i due piani aggiunti a metà Seicento, per alleggerire la struttura da tempo pericolante. Quindi, negli anni Ottanta, grazie ad un accordo tra Comune e Arcidiocesi di Genova, quest’ultima poté ottenere in comodato gratuito l’edificio per destinarlo a sede del futuro Museo Diocesano.

Il chiostro di San Lorenzo nel 1959

Il chiostro di San Lorenzo nel 1959

IL chiostro nel 1959 con il piano aggiunto.

Il chiostro di San Lorenzo nel 1959 con il piano aggiunto.

 Dal chiostro al museo – Storia di un progetto


I lavori di restauro furono realizzati tra il 1988 e il 1992 con i fondi della legge 418 del 1985 per le Celebrazioni Colombiane e curati dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio e dalla Soprintendenza Archeologica della Liguria.

L’intervento, particolarmente attento e filologico, è stato preceduto da indagini archeologiche che hanno riportato alla luce preziosi reperti, tra cui una casa di epoca romana risalente al I sec. a. C. ricavandone, inoltre, importanti informazioni sulla storia del sito. Ai piani superiori, le antiche camere dei Canonici hanno rivelato preziosi paramenti murari risalenti al XIII secolo, tra cui un raro Ciclo dei mesi mentre lungo l’ambulacro sono stati restaurati gli affreschi raffiguranti i Fasti dei Canonici e gli splendidi solai lignei a regolo di convento.

L’edificio è stato quindi restaurato e adattato ad ospitare una moderna struttura museale.

Piano primo, affreschi (part.)

Piano primo, affreschi (part.)

Funzione del Museo Diocesano


Conservare, trasmettere e saggiamente amministrare pergamene e carte, libri manoscritti e stampati, opere artistiche di ogni genere custoditi dal Clero…

Con queste parole, nel 1923 il cardinale Gasparri, Segretario di Stato, sottolineava l’importanza della tutela del patrimonio artistico ecclesiastico, esortando contemporaneamente all’istituzione di Musei Diocesani.
Il Museo Diocesano nasce pertanto con l’intento di diventare un punto di riferimento per i beni culturali della diocesi: è infatti preposto alla conservazione delle opere d’arte qualora queste si trovino in situazioni inadeguate o in condizioni di rischio, oppure quando non abbiano più interesse ai fini del culto.

Luogo della memoria della comunità cristiana locale, il Museo provvede alla valorizzazione e alla conoscenza del patrimonio artistico diocesano organizzando e promuovendo attività diverse tali da costituire l’irrinunciabile raccordo tra la storia e l’arte cristiana con il presente.