Rinascere dal dolore

AMEI per Casa Puglisi

RINASCERE DAL DOLORE

 Conservare la memoria del passato ma vivere il proprio tempo, le sue contraddizioni e le nuove sfide. È questo il messaggio affidato all’opera commissionata da AMEI, Associazione Musei Ecclesiastici Italiani, a Claudio Parmiggiani, uno dei più significativi esponenti del panorama artistico internazionale, per farne dono alla Casa Museo del Beato Giuseppe Puglisi, sacerdote siciliano vittima della mafia.

L’opera,  svelata in anteprima a Milano presso il Museo San Fedele,  attraverserà poi tutta l’Italia: un viaggio in 13 tappe, da Nord a Sud, che racconta una sfida. Quella che i musei ecclesiastici, presidi di tutela attiva del patrimonio storico artistico italiano, intendono affrontare occupandosi del contemporaneo, diventando luoghi di elaborazione e sperimentazione di nuovi linguaggi artistici, spazi di riflessione e d’inclusione sociale.

 Ognuno dei 12 musei ospitanti dedicherà all’opera un evento espositivo ad hoc e fungerà da polo aggregatore per gli altri musei AMEI dei territori e delle regioni limitrofe. Si tratta, infatti di un’iniziativa corale, condivisa e promossa da tutta l’Associazione e per questo durante il viaggio lungo la Penisola fino alla destinazione finale a Palermo assumerà connotazioni specifiche.

Il 13 settembre l’opera di Claudio Parmiggiani raggiungerà Palermo per essere donata alla Casa Museo del Beato Giuseppe Puglisi di Palermo.

Scarica il CS dell’iniziativa: CS_AMEI_Progetto_Rinasceredaldolore_PrimaTappa

 

info AMEI

 

L’iniziativa si svolgerà lungo diversi musei ecclesiastici italiani per concludersi il 13 settembre a Palermo, presso il Museo Casa Puglisi.

per info sul percorso: www.amei.biz

CASA MUSEO DEL BEATO GIUSEPPE PUGLISI

La Casa Museo del Beato Giuseppe Puglisi nasce con la finalità di restituire a questo luogo il significato di luogo della testimonianza della fede, della legalità e della giustizia; luogo di memoria viva e vitale, in cui 3P, così veniva soprannominato il Beato, potesse continuare a parlare alle persone. Il recupero di questo spazio ha rappresentato per il Centro di Acccoglienza Padre Nostro un modo per coniugare evangelizzazione e promozione umana, attuando una delle indicazioni del Concilio Vaticano Secondo (1962-1965), che dedica la Gaudium et Spes al rapporto tra evangelizzazione e mondo contemporaneo, chiedendo che alla parola seguano i segni e i gesti concreti. Le opere presenti in Piazza Anita Garibaldi: una statua lignea raffigurante Padre Puglisi, un medaglione in bronzo posto nel luogo in cui venne ritrovato il suo corpo, e la Casa Museo, vanno intesi come strumenti che nella loro forma artistica e comunicativa, narrano, diffondono e testimoniano la vita e l’azione pastorale, culturale e sociale di un martire.

 COLLEZIONE

La casa custodisce libri, mobili, oggetti appartenuti al Beato Giuseppe Puglisi e ai suoi genitori. Questi offrono al visitatore, oltre che uno spaccato della semplicità del vivere quotidiano del Beato, uno spazio, un’esperienza di vita, per non dimenticare il passato ed avvertirne la continuità con il presente e il futuro, per ispirarci al suo messaggio. La sobrietà di quanto contenuto nella Casa ci aiuta a comprendere il rapporto funzionale che Puglisi aveva con gli oggetti e la predilezione che, invece nutriva per i libri (all’interno della casa ne sono stati trovati circa 6000, che sono però stati trasferiti al Seminario Diocesano).

Ultima Tappa – Palermo – Casa-Museo del Beato Giuseppe Puglisi

Dal 13 settembre

Orari di visita del museo:

Da lunedì a venerdì 9.00-12.00/15.00-18.00

Sabato e domenica e festivi su prenotazione

Chiuso il martedì

CONTATTI MUSEO

www.centropaternostro.it

CLAUDIO PARMIGGIANI

Claudio Parmiggiani nasce a Luzzara (Reggio Emilia) nel 1943 e si forma all’Istituto di Belle Arti di Modena (1958-1960). Giovanissimo frequenta Giorgio Morandi (il cui influsso sarà più etico che stilistico). La sua prima vera mostra si tiene nel 1965 alla libreria Feltrinelli di Bologna: è il tempo del Gruppo 63 e dei poeti riuniti attorno al “Verri” di Luciano Anceschi, ai quali Parmiggiani sarà molto vicino, come anche ad Emilio Villa.

È del 1970 Atlante, opera che si inserisce tra i lavori di misurazione eseguiti tra il 1967 e il 1970: carte geografiche e mappamondi accartocciati, vere antitesi delle certezze del mondo fisico. Sono degli stessi anni opere che coinvolgono totalmente lo spazio, come Luce, Luce, Luce (1968), dove il pavimento di una galleria è cosparso di pigmento giallo che irradia una luce abbacinante. Sempre degli anni ‘70 sono le prime Delocazioni, opere di ombre e impronte realizzate con fuoco, polvere e fumo, una radicale riflessione sul tema dell’assenza, sviluppato ancora successivamente fino a divenire linea portante di tutto il suo lavoro. Del 2010 è l’intervento in San Giorgio in Poggiale a Bologna nelle tre specchiature dell’abside e l’imponente Campo dei Fiori al posto dell’altare maggiore propongono, declinata attraverso modalità antitetiche, un’analoga e ricorrente riflessione sul tempo, sull’assenza e sulla “persistenza della memoria”.

Tra gli innumerevoli interventi, le mostre all’Institut Mathildenhöhe di Darmstadt (1992), alla Galleria d’Arte Moderna di Praga (1993), al Centre Georges Pompidou di Parigi (1997). Nel 1995 una grande retrospettiva è presentata al MAMCO di Ginevra e nel 1998 alla Promotrice delle Belle arti di Torino. Invitato più volte alla Biennale di Venezia (1972, 1982, 1984, 1986, 1995, 2015), ha presentato le sue opere presso numerose altre prestigiose istituzioni internazionali, pubbliche e private. Nel 2006 nel Teatro Farnese di Parma, l’artista realizza Teatro dell’arte e della guerra, immagine di grandiosa bellezza e tragedia. Dopo l’installazione Ex-voto al Museo del Louvre (2007), opera in aperto dialogo con i rilievi funerari e le sculture gotiche conservati nelle sale del museo parigino, Parmiggiani accoglie l’invito della città di Pistoia, inaugurando la riapertura di Palazzo Fabroni con una grande mostra, Apocalypsis cum guris affidata alla cura di Jean Clair. Da ricordare anche la mostra tenutasi a Parma nel 2010, Naufragio con spettatore nel centrale Palazzo del Governatore e nella chiesa di San Marcellino.

Tra i più spettacolari e spirituali suoi interventi, Il faro d’Islanda (2000), opera permanente solitaria e luminosa nel territorio più desertico dell’Islanda, innalzato in mezzo ai ghiacci. Importante anche la sua attività in campo editoriale, vanno ricordati i volumi Il sangue del colore (Scheiwiller, 1988) e Incipit (Allemandi, 2008) e il più recente Lettere a Luisa (Magonza, 2016).