Scultura


 

La collezione di scultura del Museo annovera alcune importanti testimonianze sul primo cristianesimo a Genova, come la Lapide di Santolo (V secolo) e la Lastra con pavoni (X secolo), attualmente non esposte nel percorso museale.

Probabilmente era utilizzato come tomba cristiana il sarcofago di ambito romano raffigurante la Morte di Alcesti (IV sec.) proveniente dalla chiesa di S. Maria delle Vigne, così come il Concio con angelo (1160 circa), probabilmente parte di uno dei portali romanici dello stesso edificio, scolpito dalla mano di un grande artista d’oltralpe. Eccezionale testimonianza della scultura monumentale trecentesca è la Tomba di Luca Fieschi (XIV secolo), proveniente dalla Cattedrale di San Lorenzo.

Infine, notevole esempio del barocco genovese, nonostante le dimensioni contenute, sono le scenografiche statue-reliquiario raffiguranti San Rocco e San Sebastiano e le Sante Agata e Apollonia (chiesa dei Ss. Nicolò ed Erasmo di Voltri) realizzate da Anton Maria Maragliano, straordinario artista particolarmente abile nel creare movimentate macchine processionali per le confraternite e le chiese genovesi.

 

 

 

Anton Maria Maragliano – 1726

Anton Maria Maragliano – 1726

Legno scolpito, intagliato, dipinto, dorato (Genova-Voltri, Chiesa dei SS. Nicolò e Erasmo)

Martirio di San Sebastiano

La statua raffigurante San Sebastiano, insieme a quella con San Rocco, ritenute a lungo disperse, sono state fortunosamente ritrovate durante la schedatura CEI all’interno della Chiesa dei Ss. Nicolò ed Erasmo di Voltri. Erano state commissionate il 14 febbraio 1726 allo scultore dai confratelli della Compagnia del Carmine per l’altare di S. Sebastiano pagando “lire cento dieci” allo scultore e lire ottanta a Gottardo Torre “per colorito, sgraffiamento et indoratura” (Sanguineti, 1998, p. 185). Attualmente conservate al Museo Diocesano, sono un esempio, in dimensioni contenute, dell’abilità scultorea e scenografica del Maragliano. Restaurate nel 2005 a cura del Lions Club Genova Sampierdarena in ricordo del Lion Cesare Boieri.