Il restauro del Monumento Fieschi

2021-22

Un lungo lavoro ha impegnato il Museo a partire dall’11 novembre 2020  fino al 4 aprile 2024, giorno in cui il Monumento Fieschi è stato mostrato nel suo nuovo allestimento.

Parliamo di Rinascita di un capolavoro perché l’eccezionalità del progetto e la sua complessità si sono immediatamente palesate sin dalla riscoperta dei 124 frammenti e durante tutti i 40 mesi di lavoro, ossia dallo smontaggio del monumento, all’intervento di restauro, all’assemblaggio dei frammenti architettonici, alla realizzazione delle opere murarie per creare lo spazio espositivo, la creazione e la produzione delle strutture allestitive, lo studio per la complessa collocazione dei singoli frammenti. 

Ogni operazione ha visto il fattivo coinvolgimento, a seconda delle rispettive competenze, ma in un fruttuoso lavoro di equipe, di Clario Di Fabio e Francesca Girelli (Università di Genova) per l’indagine scientifica, di Giovanni Tortelli (Studio GTRF Tortelli Frassoni) come progettista e direttore dei lavori di allestimento e dei suoi collaboratori Alessandro Polo e Rocco Pagnoni, dei restauratori (Iacco Morlotti e collaboratori), di tecnici e operatori (Sciutto srl) più avanti ricordati, uniti e coordinati dalla Direzione museale. 

 

Intervento di Restauro Conservativo

Sotto la direzione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della città metropolitana di Genova e della provincia di La Spezia, si è avviato l’intervento conservativo su tutti i frammenti del Monumento. L’operazione di restauro, condotta da Iacco Morlotti con la collaborazione di Romana Albini, Francesca Gagino, Carmelo Juvencio Quijada e Alessandra Cavalli e con la direzione di Massimo Bartoletti e di Caterina Olcese è stata effettuata con grande attenzione e accuratezza, individuando e proteggendo le tracce di policromia ancora esistenti su alcune porzioni delle figure e costruendo una mappatura delle stesse in vista di una possibile restituzione digitale. In questa fase, coinvolgendo l’Università di Genova, sono state condotte indagini non invasive sia per individuare le tracce policrome superstiti che per analizzare in via preventiva eventuali residui materici presenti sulle statue, prima di procedere alla pulitura (analisi a cura di Michele Brancucci – GeoSpectra srl). Operazione più complessa è stata quella di riconnettere tra loro i frammenti curvilinei, con la restituzione in una forma determinata solo dall’accurata analisi di ogni singolo elemento, fino a restituire una forma definita.

 

Intervento di Progettazione Architettonica e di Allestimento Museografico dei frammenti del Monumento.

La complessità dell’operazione di ricomposizione ed esposizione dei frammenti, curata dallo Studio GTRF Tortelli Frassoni e diretta dall’architetto Giovanni Tortelli (con i collaboratori Alessandro Polo e Rocco Sebastiano Pagnoni), ha comportato uno studio preliminare approfondito, a fianco e a supporto degli storici dell’arte e dei restauratori, per individuare gli attacchi e i possibili accorpamenti dei diversi frammenti, la loro gerarchia compositiva e la possibilità di suggerire la grandiosità e la monumentalità dell’opera. La scelta di esporre tutti i frammenti recuperati, corredati da un esauriente apparato didattico, ha permesso di dare completezza alla narrazione storica e museografica. Lo straordinario intervento architettonico di invenzione di uno spazio a tutta altezza ha inoltre consentito di poter distribuire la composizione in verticale, su un fondo metallico inerte verniciato a polveri epossidiche color testa di moro, evocandone l’originario sviluppo e favorendo diversi punti di vista carichi di suggestione.  Un ballatoio esagonale al livello intermedio recupera la memoria dell’originaria “capella” entro il quale il monumento era conservato e offre la possibilità di un’osservazione ravvicinata dei raffinatissimi particolari e dettagli scultorei.